Il modellino 1:43
Il modello fa parte della raccolta "Auto Da Corsa - I Miti Della F1" edita da RBA Fabbri.

Perchè è nella mia raccolta
Con questa vettura Colin Chapman introdusse il fenomenale effetto suolo, e nacque il periodo delle "wing-car", le vetture ala. La vettura corse e vinse anche all'inizio del '78, contribuendo ai titoli iridati Lotus.

Valutazione modellino: ***

La vettura reale
Il concetto base dell'areodinamica della Lotus 78 era semplice: far lavorare le fiancate come un'ala di aereo... al contrario! A tale scopo al loro interno furono montati due veri e propri profili alari, il tutto sigillato ai lati da due faldine (le famose "minigonne") che scendevano fino a toccare l'asfalto. Il flusso d'aria che scorreva dentro la vettura, passando da una sezione maggiore (quella incontrata all'ingresso e all'uscita delle fiancate) ad una minore (nella loro parte centrale) subiva un'accelerazione con conseguente depressione (l'effetto Venturi) che incollava al suolo la monoposto, rendendola nettamente superiore alla concorrenza nel misto e nelle curve in genere. Andretti nel '77 vinse con questa vettura i GP USA Ovest (Long Beach), Spagna (Jarama), Francia (Digione) e Italia (Monza), mentre il suo compagno svedese Gunnar Nilsson si aggiudicò la corsa in Belgio a Zolder.

Curiosità legate al modello
La bellissima e velocissima vettura inglese dalla livrea nera ed oro, che sembrava ancora più bassa e filante a causa della maggior larghezza delle fiancate dedicate allo sfruttamento estremo dell'effetto suolo, fu meravigliosamente descritta così dal suo pilota Mario Andretti: "è come se fosse dipinta sull'asfalto".
Lotus 78 by RBA Fabbri
Lotus 78 by RBA Fabbri

 

Lotus 78 (Mario Andretti - GP Monaco 1978)
Lotus 78 (Mario Andretti - GP Monaco 1978)